Noi SIAMO natura !

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“Amo la natura!”  E’ un’espressione che utilizziamo molto comunemente e che ci da una sensazione di benessere e un emozione. Certo, è un’ottima cosa.

Il problema che percepisco con questa espressione comune, è che è un meccanismo di separazione intrinseco, che suggerisce che noi umani in qualche modo siamo diversi dalla natura. Con le eccezioni discutibili di bambini in provetta e i cloni, però, siamo tutti naturali – come gli uccelli e le api, o le erbe e  gli alberi. A meno che, dovrei aggiungere, anche questi non siano stati geneticamente modificati per migliorare le loro prestazioni o presentano analoghe caratteristiche dubbie.

Sicuramente fino a quando si continua a trattare la natura come qualcosa si colloca al di fuori di noi, c’è un alto rischio di non identificarsi con essa, e questo mi sembra di essere esattamente il nodo del nostro rapporto con l’ambiente e i problemi ambientali associati.  Troppo spesso, il “noi” viene posto in cima al mucchio, con tutte le altre entità asservite alle nostre esigenze o desideri particolari, con l’esclusione di tutto il resto. Certo, in un certo senso le cose sembrano andare sempre meglio – con la speranza che continui così, ma se così non fosse  – allora che la provvidenza ci aiuti!

Anni fa mi trovavo sulla mia veranda sulle colline boscose del nord del Nuovo Galles del Sud (Australia). Era inverno, in un luogo fresco, una notte con la luna, e non ho potuto resistere dallo scatenare un sonoro “COOO-eee”. Questa mia chiamata mi viene restituita per ben cinque volte, il suono rimbalzò da un versante all’altro, con un volume e una chiarezza che via via diminuiva. Esilarante – la perfezione in quel momento.

Mi sentivo sopraffatto da quella perfezione, per il fatto di trovarmi in un ambiente raffinato, circondato da tanta bellezza. Sono sicuro che tutti  noi abbiamo vissuto momenti come questi. Nessun sforzo, solo essere presenti, essere lì. Ma ciò che ha moltiplicato l’esperienza per me è stato la sensazione di essere parte di quel luogo e quel momento. E ancora, potevo scegliere il ruolo da giocare lì, in quel momento e in futuro.

Potevo per esempio scegliere di non fare nulla, nel caso peggiore un grande ramo avrebbe potuto spezzarsi e arrivarmi in testa. E sarei morto, rimanendo li, semplicemente a marcire, una sorta di elemento passivo della natura che sarebbe entrato molto attivamente nel processo di riciclo dei nutrienti. Sarei stato utilizzato  dalla foresta, entrando nella sua eterna evoluzione.

Oppure avrei potuto scegliere di prendere una motosega, affittare un bulldozer, o acquistare una scatola di fiammiferi, e trasformare la foresta in tempi relativamente brevi in ​​un posto completamente diverso. Avrei potuto comprare poi una mandria di bovini, e quindi mantenere il posto nello stato in cui l’avevo ridotto, e osservare come si sarebbe lentamente degradato attraverso l’erosione che avrebbe avuto luogo, e la conseguente sparizione di molte specie, riducendo la biodiversità complessiva di questo posto. Certo, l’effetto dell’eco ne avrebbe sicuramente guadagnato !

C’erano naturalmente però anche altre opzioni per me. Una avrebbe potuto essere di prendere la decisione di tutelare quella terra e di valorizzarla: impedendo o riducendo attivamente l’erosione attraverso il rimboschimento delle aree degradate, controllando gli eccessi di umidità, meccanicamente a mano o a macchina. Avrei anche potuto introdurre nuove piante che avrebbero poi attratto insetti, uccelli e animali diversi  e altri organismi invisibili. Questo avrebbe effettivamente accelerato il processo di arricchimento.

Qui devo naturalmente ammettere che sto toccando un punto controverso, l’idea di interferire nei processi “naturali”. Questo se mi considero come qualcosa di ‘diverso’ dalla natura, come un estraneo strano senza diritto a interagire con gli “altri”. Ma per me non è così. Io credo nella mia capacità, nella mia responsabilità, e sono consapevole dell’impatto che posso avere sul mio ambiente, a seconda delle mie scelte ed azioni. In Permacultura si dice che “in natura non esiste buono o cattivo, solo conseguenze”

Mi piace questa filosofia.

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